Mozambico: il viaggio missionario di don Emanuele

Il viaggio avvenuto tra fine gennaio e inizio febbraio per il nostro don Emanuele Zonato (diacono vicentino) nella missione diocesana in Mozambico è stata un'esperienza bella ed intensa...a lui la parola per un racconto di quei giorni.

Il viaggio avvenuto tra fine gennaio e inizio febbraio per il nostro don Emanuele Zonato (diacono vicentino) nella missione diocesana in Mozambico è stata un’esperienza bella ed intensa…a lui la parola per un racconto di quei giorni.

Lo scorso mese di gennaio ho visitato la missione diocesana vicentina della città di Beira, in Mozambico.

Qui operano due preti fidei donum di Vicenza, don Maurizio Bolzon e don Luca Trentin.  Ad affiancarli, nel loro impegno a favore dei tanti fedeli mozambicani, c’è anche la preziosa presenza della comunità delle Suore Orsoline e della Pia Società di San Gaetano. Per tutta la durata del viaggio sono stato accompagnato dal vicario generale, don Giampaolo Marta.

Devo ammettere che la fatica della lunga “traversata” è stata ampiamente compensata dal forte impatto emotivo e umano di questa esperienza vissuta in terra d’Africa.

È stata sicuramente una bella occasione per conoscere una Chiesa sorella dai tratti così profondamente diversi da quelli a cui ero abituato. Davvero qui si respira tutta la gioia dell’essere cristiano e annunciatore della buona notizia. Ne sono testimonianza le celebrazioni a cui ho assistito… colorate, allegre, coinvolgenti ma, soprattutto, partecipate. Proprio un bell’esempio di comunità che si ritrovano nel giorno del Signore per fare festa.

Qui, poi, l’ospitalità è un valore fondamentale; mi ha davvero commosso vedere come le persone possano accoglierti con il cuore aperto, nonostante le difficoltà e le sfide che devono affrontare ogni giorno. Già, perché la quasi totalità della gente che ho avuto il piacere di incontrare non ha nulla di che vivere, si trova quasi sempre nell’indigenza più nera e spesso fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

E in mezzo a tante ristrettezze e sofferenze la Chiesa li raggiunge come un raggio di luce e di speranza, al pari di una madre benevola che si fa carico dei bisogni dei suoi figli più sfortunati. I missionari con il loro impegno concreto sul territorio incarnano, così, perfettamente il messaggio del vangelo.  Toccare con mano la povertà e la miseria di tanta gente non ti lascia indifferente.

Io stesso sento di essere tornato da questa esperienza profondamente cambiato e interiormente arricchito. Quello che mi resta è l’immagine vivida e bella di una Chiesa interamente votata all’altro e di comunità giovani che fanno della fede cristiana il cuore e il centro pulsante della loro vita.

Emanuele Z.

Condividi l’articolo