«E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Queste sono le parole del vangelo di Giovanni che descrivono appieno l’esperienza che si ad entrare nell’oratorio di san Giorgio, nel complesso monumentale del Santo, dove si staglia, al centro della parete in fondo al presbiterio, una bellissima crocifissione.
Accompagnati da Giovanni Martini, giovane della parrocchia di San Bonaventura in Cadoneghe, ieri sera, giovedì 12 marzo, infatti abbiamo vissuto come comunità del seminario una visita in questa cappella funebre della nobile famiglia cavalleresca dei Lupi di Soragna affrescata da Altichiero da Zevio nel XIV secolo e terminata con un momento di preghiera davanti al Cristo crocifisso.
Appena entrati si viene accolti da questa scena della crocifissione, centro di tutto il ciclo pittorico. Il quale ci invita a rimettere al centro della nostra vita il Cristo crocifisso e risorto, anche attraverso l’esempio delle vite dei santi Giorgio, Caterina d’Alessandria e Lucia, dipinte nei registri laterali. I quali hanno fatto della loro vita un vivere ricapitolando a Cristo ogni cosa e nel seguirlo fino al martirio. È stato dunque un momento molto significativo che in questa quaresima ci ha aiutato a prepararci a meditare e vivere durante il Triduo pasquale la Passione Morte e Resurrezione di Nostro Signore, fulcro della vita di ogni Cristiano.
Giacomo









